Sostegno alla genitorialità

“Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini, deve cominciare con l’occuparsi  dei suoi genitori”

J.BOWLBY
(1907-1990; Medico, Psicologo e Psicoanalista britannico)

La Genitorialità è una funzione dinamica e complessa, che racchiude aspetti individuali e della coppia, aspetti reali e ideali, e che esprime la funzione dell’adulto di occuparsi, accudendo, proteggendo, nutrendo, amando ed educando un’altra vita. Nel momento in cui si diventa genitori la propria identità individuale e l’identità della coppia vengono modificate, in quanto si implementano in essa nuove funzioni e compiti, da imparare in maniera graduale e progressiva.

Il percorso di sostegno alla genitorialità risponde all’esigenza di supporto psicologico di quei genitori di bimbi piccoli o adolescenti che si trovano a vivere difficoltà nell’espletamento del loro ruolo, a causa di fattori interni alla coppia (separazioni, conflitti) piuttosto che di difficoltà comportamentali dei propri figli.

Viene presa in carico la coppia genitoriale, alla quale viene proposto un percorso specifico che ha i seguenti obiettivi:

Aumentare la consapevolezza del proprio ruolo genitoriale nonché dei fattori personali e famigliari implicati nel suo espletamento
Accrescere, potenziare o sviluppare le competenze genitoriali
Far luce sulla propria eredità genitoriale ed educativa diventandone consapevoli
Sviluppare o potenziare la genitorialità condivisa intesa come funzione derivante dall’unione consapevole e complementare delle caratteristiche genitoriali di ciascun membro della coppia
Acquisire competenze di comunicazione efficace che facilitino la relazione all’interno della coppia per poter cooperare in maniera efficace.
Sostegno educativo attraverso l’apprendimento di strategie e la psicoeducazione
Sviluppare la capacità di ascolto e di empatia nei confronti dei propri figli

A partire da situazioni concrete problematiche, la coppia genitoriale verrà guidata nell’esplorazione di significati, dinamiche e schemi cognitivo-comportamentali che le accompagnano, con la finalità di trovare o creare soluzioni alternative funzionali alla risoluzione del problema portato.

Infanzia - Età scolare - Preadolescenza

Il bambino non è un vaso da riempire ma una sorgente da lasciar sgorgare.

Maria Montessori

Talvolta sono proprio i figli a farsi portavoce di difficoltà familiari, espresse in difficoltà emotivo comportamentali che possono destare la preoccupazione dei genitori.

Come vi aiuto

La presa in carico è famigliare e prevede quindi colloqui regolari con i genitori e con il figlio minore con frequenze e modalità differenti a seconda dell’età del figlio.

Nel caso la problematica riguardi figli che si trovano nella fascia infantile (0-4 anni), i colloqui vengono svolti con i genitori (terapia indiretta), che divengono co-terapeuti e quindi attivi nel favorire la risoluzione della problematica.

In età scolare (6-10 anni) il percorso è ancora prevalentemente con i genitori, ma possono essere di volta in volta valutati spazi anche per i minori, in seduta famigliare o singola.

In età preadolescenziale (11-13 anni) e in prima adolescenza (14-17 anni) sedute regolari con i minori verranno intervallate a sedute di restituzione e parent-training ai genitori.