La paura di decidere

Indice: La paura di decidere

Le psico-trappole e la loro soluzione

Paura di decidere

L’uomo è condannato ad essere libero,

affermava Sartre.

Con questa frase il filosofo francese intendeva esprimere che l’uomo non può fare a meno di scegliere ed è condannato a farlo in quanto non ha possibilità alternative: la vita è un susseguirsi di scelte, dove anche non scegliere è una scelta.

Scelte di cui l’uomo è totalmente responsabile: la responsabilità costituisce infatti l’altra faccia della medaglia della libertà. Non vi è infatti libertà senza la necessità di farsi carico delle conseguenze che essa comporta.

Ed è a questo proposito che può innescarsi la paura di decidere: la paura delle conseguenze delle proprie decisioni può infatti bloccare chi la sperimenta portando ad agire ripetuti evitamenti che possono facilmente esitare in quadri depressivi. Chi ne è vittima subisce inesorabilmente le conseguenze di tutte le mancate decisioni, sperimentando vissuti di impotenza e non padronanza della propria vita.

Paura di decidere : le psico-trappole che la alimentano

La paura di decidere ha dunque a che fare anche con la paura del futuro.

Dal punto di vista clinico spesso si rileva in chi ne soffre una base ansiogena che viene alimentata da comportamenti che la persona agisce nell’intento – che si rivela fallimentare – di proteggersi da tale paura. Tali comportamenti, proprio perché fallimentari costruiscono delle vere e proprie “psico-trappole”: circoli viziosi che si autoalimentano nel tempo.

Vediamoli inseime nello specifico:

1-Psicotrappola della procrastinazione: la persona si illude di difendersi dalla paura di decidere rimandando costantemente la decisione da prendere al domani, che poi diventerà un oggi e così via in una spirale senza fine.

2-Psicotrappola della paura dell’errore: la FOBO (Fear Of a Better Option) esprime il timore paralizzante di fare la scelta sbagliata e di perdersi un’opportunità futura migliore. Ha a che fare con la pretesa di controllare ciò che non lo è.

3-Psicotrappola del dubbio: le alternative di scelta vengono continuamente soppesate, e alimentate da scenari futuri fantasticati che allontanano dalle effettive possibilità del qui ed ora.

4-Psicotrappola del perfezionismo: la persona si blocca in attesa della decisione perfetta che non arriverà mai, in quanto la perfezione è un autoinganno, perchè non esiste!

5-Psicotrappola della rassegnazione: C’è poi chi non decide, come chi, chiamato a votare tra due partiti politici si astiene dal farlo, sulla base di una rassegnazione che si fonda sulla convinzione che “tanto non cambia niente”.

6- Psicotrappola della richiesta di rassicurazioni: ne è vittima chi pone il dilemma decisionale al vaglio di parenti, amici, vicinato con l’intento di far chiarezza e trovare rassicurazioni. Peccato che la richiesta di rassicurazioni corrisponde in maniera direttamente proporzionale al crescere dell’insicurezza in se stessi, rendendo quindi il processo decisionale ancor più difficile Va infatti considerato che nel momento in cui chiediamo aiuto agli altri e questi ci aiutano riceviamo da quest’ultimi, oltre al messaggio affettivo quello di incapacità a fare autonomamente.

Infine va considerato che chi fatica a decidere, potrebbe essere confus@ rispetto alle basi su cui decide , ed avere quindi scarsa consapevolezza di sé, oppure essere incapace ad accettare la perdita :

ogni scelta comporta infatti una rinuncia

chi si astiene dal decidere sulla base di questa paura si illude di non perdere nulla, ma di fatto sta perdendo 2 volte: l’alternativa che sceglierebbe e la propria capacità di autodeterminarsi.

Paura di decidere : impara a gestirla in 3 mosse +1

Nel momento in cui la paura di decidere diventa patologica, e quindi interferisce con il fluire della vita della persona che ne è attanagliata, va trattata in ambito clinico attraverso le seguenti prescrizioni:

  1. Evitando di parlare della propria paura
  2. Evitando di chiedere aiuto e rassicurazione a riguardo
  3. Evitando di evitare e quindi affrontando, gradualmente ciò che spaventa.
  4. Il pensiero laterale

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Psicologa Psicoterapeuta Legnano

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