Il pensiero laterale: una definizione
La creatività è l’intelligenza che si diverte
Albert Einstein
Edward de Bono (1933-2021), medico e psicologo maltese, principale autorità internazionale sul pensiero creativo e l’insegnamento delle abilità del pensiero, afferma che affrontare un problema col metodo logico razionale porta a risultati corretti, ma limitati dai modelli logici tradizionali, e pertanto non innovativi. Il pensiero razionale detto anche “verticale” ci porta a ripercorrere nel tempo e in maniera rigida lo stesso sentiero che da A(causa o antecedente) ci porta a C (effetto o conseguente) passando da B.
Soluzioni innovative che portino ad un’evoluzione richiedono invece uno stravolgimento della prospettiva e che si abbandoni il pensiero verticale in favore di un pensiero creativo che scardini schemi e preconcetti, e lasci spazio a intuito, immaginazione, originalità.
Il pensiero laterale parte da “A”, abbandonando ogni presupposizione e preconcetto, e osservando i fatti da diverse prospettive, può giungere a C passando per D, E o F . Ci sono più possibilità grazie alla creatività di raggiungere una stessa soluzione.
Il pensiero logico –verticale e il pensiero laterale danno il massimo se utilizzati in sinergia e in maniera equilibrata.
Quando ragione e istinto, logica ed emozioni sono in equilibrio riusciamo ad essere efficienti e a vivere una vita appagante.
I problemi nascono nel momento in cui tendiamo a sbilanciarci verso uno dei due poli, e solitamente lo facciamo nei confronti della ragione, a cui noi adulti ci appelliamo sempre e comunque, anche a rischio di esserne limitati.
La ragione non sovrasta mai l’immaginazione, mentre l’immaginazione spodesta frequentemente la ragione
Blaise Pascal
La ragione non è la soluzione a tutto: le stesse patologie e sintomi che i pazienti lamentano possono talvolta essere letti come la conseguenza dell’ostinazione nel tentare di risolvere in maniera logica un problema, con il risultato di irrigidirsi e ingabbiarsi in una soluzione ingannevole.
Spesso per affrontare e risolvere il problema è allora necessario abbandonare antiche certezze e cambiare prospettiva, sostituendo la rigida causalità lineare con la flessibilità derivante dal cosiddetto pensiero laterale- lateral thinking o pensiero divergente.
Il pensiero laterale: 5 modi per allenarlo
1. Impara dai bambini
Osservo i miei figli giocare: sono immersi in quello che fanno, nel qui ed ora.
E sono incredibilmente creativi. Due legnetti diventano due personaggi protagonisti di un’avvincente avventura. Le matite colorate non servono solo per disegnare, ma diventano altrettante protagoniste del gioco.
Per un adulto potrebbe essere poco logico, per un bambino è il frutto della fantasia, della sua competenza cognitiva, che lo porta ad essere naturalmente creativo.
Non è infatti la ragione, o il pensiero logico-razionale a prevalere nel bambino, ma il cosiddetto pensiero divergente o laterale, quello che risiede nell’emisfero destro del cervello, il cosiddetto cervello emotivo.
Basti pensare alla tendenza dei bambini a salire lo scivolo al contrario: per l’adulto è un errore, è pericoloso, non è logico. Per il bambino si tratta di assecondare il bisogno di esplorazione e la sua fisiologica creatività.
“Il principale nemico della creatività è il buonsenso.”
Pablo Picasso

I bambini infatti, dalla nascita a circa tre anni d’età utilizzano principalmente l’emisfero destro del cervello, quello emotivo, che permette loro di essere creativi, intuitivi e di comunicare principalmente a livello non verbale. La ragione, che definisce la modalità di approccio alla realtà dell’adulto , deriva- in maniera complementare- dalla capacità di utilizzare la logica e il linguaggio, presieduti dall’emisfero sinistro del nostro cervello, il cosiddetto cervello razionale.
2.Attraverso la psicoterapia
Un problema è mantenuto da un modo fallimentare di pensare alla sua risoluzione: osservarlo da altre angolazioni, da differenti prospettive e punti di vista è un buon metodo per allenare la tua creatività e trovare soluzioni alternative.
La psicoterapia favorisce l’allenamento e lo sviluppo del pensiero laterale in quanto attraverso l’analisi e l’esplorazione da parte del terapeuta del problema da diverse prospettive permette al paziente di esplorare nuove possibilità di approccio allo stesso e quindi di favorirne la soluzione.
In concreto, tecniche che favoriscono il pensiero laterale e che si apprendono in psicoterapia sono:
– la capacità di lasciarsi andare all’immaginazione pur entro i confini di ciò che è fattibile nella realtà;
-l’originalità: quindi la capacità di affidarsi alle proprie idee e intuizioni senza temere il giudizio altrui;
-il cambiare gradualmente le proprie abitudini, partendo dalle più piccole;
-il pensare a come raggiungere l’opposto di quello che si vorrebbe, per mettere in evidenza quali comportamenti agire in opposizione a quelli da evitare;
-il pensare ed agire “come se” fosse nei panni di un altro/ si fosse capaci di fare qualcosa, ecc , tecnica che ha il suo principio nell’aforisma inglese “Fake it till you make it”, ovvero “fingi fino a quando non lo ottieni” secondo il quale per riuscire a fare qualcosa, bisogna semplicemente fingere di saperla fare;
-la flessibilità, cioè la capacità di adeguare in tempi rapidi e senza perdere l’entusiasmo, il tiro a fronte di errori.
3. Allena il pensiero laterale grazie ai tuoi errori
[Osservo i miei figli giocare]….
L’errore, lo sbaglio, non è contemplato come fallimento.
Cadono, e si rialzano. Cadono, piangono, si riposano e ci riprovano. Non si fanno bloccare dagli errori, continuano imperterriti il loro gioco.
Un fattore che favorisce l’allenamento del pensiero laterale è il modo di porsi nei confronti dei propri errori, che altro non sono che il risultato di tentativi per raggiungere la propria meta.
Intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito il modo di trarne vantaggio.
Bertolt Brecht
In questo senso anche un errore avvicina alla meta nella misura in cui si impara a percepirlo come una risorsa per poter correggere la propria rotta. Inoltre spesso è proprio dall’errore che originano scoperte (e la storia lo insegna, basti pensare a come sono nati il Panettone, i fuochi d’artificio e i cornflakes) oltre che nuove idee, e quindi nuove possibilità.
Per sviluppare ipotesi di lavoro in modo efficiente, cerco di fallire il più in fretta possibile.
Richard Feynman
4.Impara qualcosa di nuovo
“Un metodo a prova di bomba per restare creativi: costringiti a imparare qualcosa di nuovo”
Harvey Mackay
Non si smette mai di imparare nella vita, giusto?
Ma è impegnarsi per imparare qualcosa di nuovo, che sia una lingua o uno sport, piuttosto che una scorciatoia per raggiungere il posto di lavoro, che è efficace nell’allenare il pensiero laterale in quanto ti allena inevitabilmente a mettere in atto strategie per l’apprendimento; ti pone davanti al rischio di affrontare nuovi “problemi” ed errori. Inoltre conoscere permette di espandere la tua mente e mettere in dubbio le tue certezze.
Una vera e propria palestra di allenamento per la tua creatività non trovi?
5. La tecnica dei sei cappelli
De Bono propone un metodo per allenare il pensiero laterale e approcciarsi in maniera efficace alla risoluzione di un problema o ad una decisione, chiamata “tecnica dei sei cappelli”, in base alla quale possiamo analizzare il problema in questione, step by step da 6 punti di vista differenti, di cui i cappelli sono la metafora.

Questa tecnica ci permette di utilizzare stili di pensiero differenti per valutare problemi e decisioni considerando in maniera equilibrata tutti i fattori rilevanti nella risoluzione di un problema e nel processo decisionale.
A livello pratico può essere un buon metodo applicativo di questa tecnica scrivere le proprie riflessioni e osservazioni per ognuno dei 6 step.
- Il cappello bianco: ti permette di analizzare i dati in maniera obiettiva e neutrale, senza interpretazioni o giudizi.
- Il cappello nero (logico-negativo): ti permette di analizzare gli eventi sulla base della tua esperienza passata, per evitare di commettere gli stessi errori
- Il cappello verde: è quello che allena il pensiero laterale, che ti invita a osare, a non essere conservatore, a rinnovarti, ad essere originale, creativo superando i tuoi limiti.
- ll cappello rosso: ti permette di sentire e dar voce alle emozioni, sviluppando anche l’empatia e quindi l’attenzione a come si sentiranno gli altri a fronte della nostra decisione.
- Il cappello giallo(logico-positivo) è quello che ti permette di essere ottimista sulla base della logica.
- Il cappello blu: è il cappello della calma, quello che ha il controllo su tutto il processo, focalizzandosi su alternative, nuove strategie e sulla rotta da seguire. Viene indossato in questa dinamica due volte: all’inizio e alla fine del processo decisionale

“Qualunque strategia tu decida di seguire per allenare la tua creatività, ricordati di portare con te la mente del principiante, la curiosità di un bambino, il metodo dello scienziato e la pazzia dell’artista”
Laura Volontieri psicologa psicoterapeuta


